Associazione Distributori e Noleggiatori di Beni Strumentali

La comunicazione digitale per il noleggio Per mettere a punto una strategia di comunicazione digitale che tenga conto degli obiettivi specifici di un’azienda di noleggio è necessario partire dall’analisi del mercato di riferimento e definire il segmento in cui ci si vuole posizionare, i target di clientela su cui si vuole puntare l’offerta e avere chiara la propria proposta di valore.

La comunicazione digitale per il noleggio

  • 29/03/2019
Per mettere a punto una strategia di comunicazione digitale che tenga conto degli obiettivi specifici di un’azienda di noleggio è necessario partire dall’analisi del mercato di riferimento e definire il segmento in cui ci si vuole posizionare, i target di clientela su cui si vuole puntare l’offerta e avere chiara la propria proposta di valore.

Sull’analisi di queste premesse aprirà la giornata del corso dedicato alla comunicazione digitale inserito nel programma di Rental Academy, che ha un duplice obiettivo: da un lato quello di mettere in condizione il manager di scegliere le risorse da dedicare a questo delicato aspetto – e nel caso di questi, sapere cosa fare e come. Dall’altro, essere in grado di valutare correttamente l’operato di un’agenzia specializzata, o cosa chiedere a essa, quando ci si rivolge all’esterno.

 
Un percorso di senso
Abbiamo chiesto all’esperta di marketing digitale Rossella Povolo che guiderà il gruppo insieme a Oliviero Cresta, docente presso la IULM di Milano esperto di queste tematiche, di spiegarci come si affronterà il tema in aula:
 
“Una volta effettuata l’analisi del mercato di riferimento – ci dice Rossella – i partecipanti andranno a definire le personas, a pianificare la customer journey ideale dei clienti e a identificare i competitor. Definiti obiettivi, target e mercato, si passa all’individuazione dei canali di comunicazione più consoni per raggiungere il pubblico desiderato. Non tutti i canali sono efficaci per ogni situazione e realtà di business; utilizzare qualsiasi canale online e offline, così come buttarsi sui social perché altri lo fanno, non è una strategia che porterà successo al noleggiatore”.
 
Il programma tocca poi altri temi, dato che occorre effettuare una comunicazione pianificata, mirata su quei canali che i clienti sono abituati a utilizzare. In questo modo si contribuisce ad aumentare la Brand Awareness e a creare traffico di qualità verso i propri canali istituzionali. Per ogni canale individuato va curata una comunicazione specifica. Raggiungere gli utenti attraverso i mezzi più adeguati è fondamentale, ma bisogna comunicare anche il corretto messaggio. Se si raggiunge un prospect o un cliente ma non si è in grado di attirare la sua attenzione, ogni sforzo sarà inutile. La proposta di valore di un’azienda va quindi declinata in base al diverso mezzo che si utilizza; solo in questo modo si stimola l’interesse del pubblico e lo si porta ad effettuare un’azione (call to action).
 
“Acquisti nuovi lead, si deve creare engagement – prosegue Povolo –. La sfida non si limita soltanto ad acquisire nuovi clienti, bensì a coinvolgerli e mantenerli nel tempo. Una volta che un utente arriva sul nostro sito web o sui profili social, è determinante trovare il modo per trattenerlo e intrattenerlo. Con una specifica attività di content marketing, con informazioni utili e aggiornate, chiare e rilevanti, con un piano di social media marketing preciso e importante. Fare cioè in modo che il cliente sia invogliato a continuare nella ‘customer journey’ e che l’esperienza che prova con il brand valga la pena del tempo impiegato”.
 
In questa fase corrono in aiuto:
  • i tool di Analytics che permettono di capire e analizzare il comportamento degli utenti;
  • i tool di review e feedback che permettono di ascoltare la voce diretta degli utenti;
  • un piano editoriale con cui programmare e monitorare la pubblicazione dei contenuti.
Arrivare alla conversione e all’engagement
“Conversione è la parola che più sta a cuore a ogni Digital Marketing Manager – conclude Rossella –. Va bene fare attività di lead generation, va benissimo sviluppare attività di engagement mirate, ma il massimo si ottiene quando un utente ‘converte’ e finalmente lo si può definire

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